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Relazione per l'anno 2010 Voce alla Vittima!ONLUS PDF Stampa E-mail

Nell’anno 2010 Voce alla Vittima!ONLUS ha svolto una vasta attività su diversi progetti.
Ne abbiamo parlato nella riunione del 20 febbraio 2010, nella sala grande della Croce Rossa Italiana, alla quale hanno partecipato con relazioni il Presidente della Corte d’Appello di Roma G. Santa-croce, il prof. F. Ferrarotti, il prof. B. Callieri, la prof.ssa M. I. Macioti, il prof. D. De Mercurio, il prof. F. Milano, il prof. A. Perna, il dott. P. Meo, il prof. T. Cantelmi e il prof. dott. G. Genovesi. Moltissimi i partecipanti.
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L’8 maggio 2010 Voce alla Vittima!ONLUS, già presente con diversi casi e progetti nella regione Calabria, è stata ufficialmente presentata presso la Sala Conferenze della provincia di Reggio dove si è discusso delle gravi criticità sanitarie della regione. Hanno tenuto relazioni il Presidente della provincia on.le G. Morabito, il Presidente del Comitato Provinciale della C.R.I. di Reggio Calabria, il vice presidente dell’ordine dei medici di Reggio Calabria, il magistrato, P.M. di Locri, P. Carè.
L’interesse della gente è stato molto ampio. Anche i mezzi di comunicazione hanno sottolineato l’importanza di diffondere al massimo la consapevolezza dei diritti del malato. Sono stati diffusi volantini e depliant.
Naturalmente in Calabria è sempre molto diffusa l’idea del medico come operatore non giudicabile. Ma le cose stanno cambiando molto rapidamente anche per la modesta ma penetrante attività di Voce alla Vittima!ONLUS.
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Si è svolta ampia informativa e dibattito su La vittima e la sua voce (Roma 2009) in diversi incontri e con presentazione del libro e dell’associazione in sede scientifica (vedi ad esempio Religioni e Società. Maggio-agosto 2010. La genealogia della virtù e del peccato: charitas ed empatia, invidia e Schadenfreude. Diversi e convergenti : virtù religiosa della charitas ed empatia, peccato d’invidia e Schadenfreude)
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L’attività più impegnativa e gravosa è stata quella relativa al problema sanità.
La sanità in Italia ha tutte le possibilità di garantire una migliore assistenza ai malati. Spesso si tratta soltanto di intervenire sulle modalità burocratiche e tecniche di organizzazione.
Ovviamente ci sono molte criticità imputabili all’operato umano, agli operatori pubblici e privati ad ogni livello. Ormai si è preso coscienza che sono talvolta i piccoli inadempimenti che determinano  malfunzionamenti rilevanti (si pensi al problema degli ascensori per gli invalidi) e talvolta gravissimi danni: in un Ospedale importante l’elettricista, non si sa perché, aveva montato una presa elettrica non idonea a ricevere ogni genere di spina. Quando il medico ha tentato di attaccare la spina del letto di rianimazione, sul quale giaceva un tossicodipendente in coma profondo, la presa non corrispondeva. Si è potuto collegare l’apparecchio solo dopo corse disperate alla ricerca dell’adattatore. (Il poveretto nel frattempo è morto). L’omissione di soccorso, l’omicidio colposo sono a carico del medico. Ma eticamente ci sono diverse sfaccettature. Valutiamo insieme però l’importanza delle piccole omissioni.
I casi di errori medici, di criticità ospedaliere che abbiamo seguito  sono stati numerosissimi, parecchie centinaia.
Tutti sono stati esaminati con cura e professionalità e per questo dobbiamo ringraziare i medici legali vicini a Voce alla Vittima!ONLUS . In primis i prof. dott. D. De Mercurio, F. Milano, A. Perna, P.Meo, T. Cantelmi, E. Catarinozzi, C. Lajolo perché hanno operato in spirito di solidarietà rilasciando pareri scritti.
In molti dei casi non è risultato l’errore sanitario o è risultato difficilissimo darne la prova. Qui si pone il grosso problema della documentazione medica. Finalmente alcuni ospedali all’avanguardia cominciano a predisporre, le cartelle cliniche non su cartaceo bensì in modo telematico; con un i-pad si potrà sempre essere al corrente di tutto. Allo stato vi sono gravissimi ritardi, incompletezze (il Presidente della Corte d’Appello di Roma, G. Santacroce ha scritto esaustivamente sui problemi giuridici delle cartelle).
Il ritardo nella consegna dei documenti medici e la necessità di diffidare l’ospedale per iscritto affinché fornisca il dovuto, è ancora diffusissimo e in questo Voce alla Vittima!ONLUS è spessissimo intervenuta. Di fronte alle diffide spesso la risposta è stata “c’è stato un disguido”. La situazione è talvolta drammatica perché per il prosieguo delle cure la storia clinica può apparire essenziale.
Tanto per fare un solo esempio, in un caso di danno perinatale al bimbo D. D. S., la cartella clinica del bambino, nato con invalidità totale, è stata fornita dal notissimo ospedale nel quale è nato, ma sprovvista dei tracciati cardiotocografici che avrebbero dato la prova del ritardo di intervento. In concreto ciò ha reso più difficile per Voce alla Vittima!ONLUS e per i medici legali ricostruire la vicenda.
Abbiamo avuto casi in cui è intervenuta addirittura una sorta di medicina difensiva da parte del consulente nominato dall’autorità giudiziaria, il quale ha inteso difendere la medicina in realtà difendendo l’ente o il medico inosservante di norme, negligente o imprudente.
Nel complesso, abbiamo ottenuto buoni risultati di ristoro per i casi di responsabilità. Siamo contenti tuttavia anche di aver dato qualche tranquillità etica a chi ha saputo che non vi era errore sanitario.
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Per quanto riguarda gli infermi di mente si è sviluppato ogni tipo di intervento possibile - nel limite delle nostre capacità - per cercare di garantire il rispetto dei diritti di malati particolarmente deboli e sempre silenti, anche do concreto con altre associazioni.
Abbiamo casi nei quali, dopo anni di ricovero meramente sedativo, ancora non si è provveduto alla elaborazione di un progetto terapeutico. Il problema è avviato a una soluzione dalla nuova legge (progetto Ciccioli con modifiche) ma certamente è urgentissimo che una nuova legge sostituisca l’attuale disciplina assai manchevole specialmente in tema di ricovero forzato e in tema di trattamento e terapia.
Anche qui abbiamo casi numerosi di ricoveri per scelta puramente burocratica, senza tener conto delle esigenze particolari del sofferente. Si tratta veramente di un aspetto tragico perché il paranoico viene talvolta ricoverato a contatto con malati incompatibili, per fare un esempio vissuto.
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Battaglia giuridica abbiamo invece impegnato per i sofferenti di sensibilità generalizzata (MCS), la malattia emergente, al fine di ottenere le adeguate cure, le adeguate abitazioni, le adeguate condizioni di lavoro. Difficile convincere le autorità che il diritto alla salute comporta anche la disintossi-cazione dell’abitazione, impone speciali, protette, condizioni di lavoro. Una categoria (specialista è il prof. Genovesi) spesso trascurata che finalmente ha voce. 
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Si sono rivolte a Voce alla Vittima!ONLUS persone turbate, ma non inferme di mente, per le quali, in spirito di solidarietà, è restata a disposizione un’esperta per fornire supporto psicologico ai sofferenti. Resta ancora tra i progetti non realizzati il circolo d’amicizia che pure dobbiamo mettere in campo perché tante persone che si rivolgono a Voce alla Vittima!ONLUS non hanno soltanto bisogna di sapere se la lettura della radiografia ha diagnosticato il danno reale, se il padre che abusò è tenuto al ristoro, ma ancor più di sentirsi tra solidali. Si pensi a persone turbate da antichi, superati mobbing frustranti, o per chi si presenta a Voce alla Vittima!ONLUS; da adulto, ma in realtà è ancora quel bam-bino che il padre-orco chiudeva nel bagagliaio o nel baule della macchina. Orrendo ricordo.
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Casi particolari sono quelli degli immigrati, anch’essi esposti a particolare rischio, non tanto per un voluto trattamento inadeguato, ma per le difficoltà di comunicazione, etc.
Voce alla Vittima!ONLUS ringrazia la rivista Melting che ospita nelle proprie pagine uno spazio di informazione in lingua bengalese e collabora in spirito di solidarietà.
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1. Il progetto più attivo è quello relativo alla sanità
Scatola verde nelle sale operatorie
Inserire la videoregistrazione nelle sale operatorie e in quelle di rianimazione: sarà come la scatola nera degli aerei da custodirsi gelosamente e da aprirsi soltanto se c’è un evento di danno sospetto, previo provvedimento del magistrato.
Questo, sia per il paziente che spesso si trova nella disperata difficoltà di conoscere ciò che effettivamente accadde, sia a tutela del medico soggetto a volte a ricatti odiosi, soltanto per non aver documentato un trattamento effettuato.
Non è necessaria una legge né spese straordinarie, tuttavia non è facile ottenere dalle ASL, dalle cliniche private, una autoregolamentazione che preveda l’installazione di questo mezzo di registrazione. La proposta è articolata in modo da garantire la privacy.
Per illustrare un solo recente caso che cura Voce alla Vittima!ONLUS, il paziente che ha riportato gravissimi danni per un intervento operatorio.
Il paziente, sig. R*, è stato ricoverato presso il *** per una calcolosi della via biliare e della colecisti. Il sig. R* è stato trasportato in ambulanza al *** ove è stato sottoposto a colecistectomia video assistita. Il sig. R*, sofferente di ipertensione arteriosa, aveva applicato il cerotto per la pressione anche durante l’intervento quando si è verificato un ulteriore abbassamento di pressione che ha fatto temere il collasso e ha danneggiato il paziente.
Il cerotto, che aveva portato un forte abbassamento di pressione, è stato rinvenuto successivamente sul corpo del paziente. Dalla mancata eliminazione del cerotto, ovviamente, non vi è indicazione in cartella.
Certo la scatola verde avrebbe dovuto darci prova della gravissima inadempienza che ha portato il paziente al collasso.
Documentazione medica
I documenti e la cartella clinica devono essere disponibili durante la degenza e integralmente al momento dell’uscita del paziente dall’ospedale. Abbiamo accertato che il ritardo medio per la consegna – da Domodossola a Canicattì – è di 30 giorni. Molti di noi ne hanno esperienza. Si pensi al paziente che vuole dar le carte al medico di famiglia per la terapia futura, si pensi al poveretto che torna al lontano ospedale con spese e disagi dopo un mese per quel pezzo di carta prezioso. Si tratta semplicemente di fare un duplicato in corso di ricovero (su carta e/o su dischetto) tanto da rendere disponibile la cartella in tempo reale in corso di ricovero perché il paziente possa conoscere, valutare, dare il consenso a nuovi trattamenti, terapie, interventi medici e (se necessario) o negarlo (il modulo di consenso sottoscritto all’entrata è necessariamente generico). Il medico d’altra parte più tu-telato da eventuali lagnanze del paziente sul mancato consenso informato che sempre più è oggetto di vertenze.
Per tutto questo non è necessaria una legge, anzi se si leggono bene le norme, la sollecita informazione è già un obbligo a tutela dei diritti della persona. Un accordo con le strutture sanitarie e col consiglio dei medici (che andiamo proponendo) andrà in porto rapidamente se c’è il sostegno dei media.
Cause sanitarie senza oneri fiscali
 Le cause per il risarcimento dei danni sanitari devono essere esenti da contributi fiscali, come le cause di lavoro. E’ assurdo che una vittima che ha subito un grave danno debba pagare fino a € 1.200,00 per l’iscrizione a ruolo, cioè aggiungere uno stipendio al danno subito. Per questo, è necessaria una legge di estensione delle esenzioni. Voce alla vittima!ONLUS  si deve interessare il mini-stro competente per la proposta. L’agevolazione fiscale  può consistere anche soltanto nel prevedere l’eventuale pagamento dell’onere a chiusura causa.
Consenso informato: per l’effettività
Deve in ogni ospedale istituirsi un responsabile del consenso il quale verifichi, sotto la propria responsabilità, che la vicenda del consenso non si riduca alla sottoscrizione di un modulo.
Terapia del dolore
La sofferenza del paziente deve essere considerata una patologia in qualche modo autonoma nei confronti del male che la provoca o come si accompagna. Ci vuole uno specialista di terapia del dolore (già ne esistono molti in Italia) in ogni caso di sofferenza. Particolarmente rilevante il problema per gli anziani e ancor più per i neonati e i bambini piccoli per i quali purtroppo non si applica mai o quasi mai una specialistica terapia del dolore. Per i neonati il caso è stato evidenziato in Germania dove si sta tentando di creare un protocollo di terapia del dolore neonatale.
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2. Due proposte legislative
La vittima nel processo
Ampliamento dell’effettività del ruolo della vittima. Appropriatezza (e cioè salvaguardia della privacy della onorabilità del decoro e della integrità psichica). Riforma in base alla decisione quadro. “Art. 3,1 (Diritto alla audizione). Ciascuno Stato membrogarantisce la possibilità per la vittima di essere sentita durante il procedimento e di fornire elementi di prova.
Art. 3,2 (Diritto alla minima audizione possibile). Ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie affinché le autorità competenti interroghino la vittima soltanto per quanto è necessario al procedimento penale.
Art. 8,4 (Diritto alla protezione, condizioni dell’audizione).
«Ove sia necessario proteggere le vittime, in particolare le più vulnerabili, dalle conseguenze della loro deposizione in udienza pubblica, ciascuno Stato membro garantisce alla vittima la facoltà, in base ad una decisione del giudice, di rendere testimonianza in condizioni che consentano di conseguire tale obiettivo e che siano compatibili con i principi fondamentali del propri ordinamento». (Tratto il tema per esteso dal libro “La Vittima e la sua Voce” Roma 2009); vedi per una caso paradigmatico, il mio (Il minore vittima. L’audizione nel processo penale, tra normativa interna e prescrizioni europee. Il ruolo approvato ed effettivo. In Indice Penale 2006).
Legge pro-victima
Proseguendo i lavori già svolti in sede ministeriale (Comm. Santacroce), raccogliendo nuovi elementi maturati ad oggi, si elabora uno schema di legge estremamente semplificato per garantire a titolo di sostegno alla vittima di qualsiasi torto grave (per torto si intende non soltanto quello consistente in fatto punibile penalmente ma, se grave, anche il torto civile e amministrativo).
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La strada per la realizzazione dei progetti di Voce alla Vittima!ONLUS è irta di difficoltà nonostante la vicinanza e la collaborazione di importanti personalità del mondo accademico e giuridico.
Ribadisco i 12 punti per cui si batte Voce alla Vittima!ONLUS:
1. Definire vittime e vittimologia.
2. Norme internazionali ed interne sulla protezione delle vittime.
3. Dar conto dello sviluppo storico di questa scienza e dei suoi settori; esaminare ipotesi concrete  di cui l’operatore ha esperienza, inquadrando nella visione più ampia, più generale per migliorare   il tipo di intervento.
4. Le vittime transnazionali
5. Chiedere una scelta di campo d’azione di ciascun vittimologo per il quale informarsi e formarsi.
La genericità è spesso improduttiva. Ad es. l’intervento mirato per la droga, gli abusi sessuali, le prevaricazioni sociali.
6. Esplorare i concreti problemi e i metodi vittimologici più efficaci per affrontarli;prima di tutto,
chiedersi se operare di persona, se chiedere l’intervento repressivo, se chiedere l’intervento medico. Evitare decisioni sentimentali ed emotive, l’eccessivo coinvolgimento che riduce l’efficacia dell’intervento.
7. Prospettare per la situazione concreta, interventi anche in riferimento all’eventuale procedimento civile e/penale. Un esempio: curando il campo dei delitti intrafamiliari, informarsi del tempo di massima probabilità (giorno, notte, giorni festivi), del luogo di massima probabilità, dei soggetti a massimo rischio, etc.
8. Elencare distinguendo in categorie le vittime nella zona di operazione, formulando una scheda breve per ogni categoria.
9. Studiare e predisporre modi per prevenire nella zona le forme più comuni di vittimizzazione.
10. Affrontare il problema della micro-vittimizzazione e in particolare della paura del crimine predisponendo gli interventi possibili (e suggerendoli all’autorità) della zona. Esempio: hanno i bambini e i pensionati uno spazio protetto? Spesso risolvere questo problema riduce enormemente la vittimizzazione.
11. Studiare i modi di dare sostegno alla vittima di fronte alle difficoltà burocratiche, mediando tra la P.A. e le vittime.
12. Interventi speciali nei momenti di rischio (disastri, guerre) con provvidenze immediate e a tem-po lungo.
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In conclusione un’attività veramente impegnativa che oltre a me ha visto in prima fila l’avv. Francesca Biscetti, il dott. Fabrizio Marini, il dott. Rocco Garonfolo, la sig.ra Ilaria Casciotti e molti altri collaboratori. Abbiamo bisogno che altri associati che abbiano un pò di tempo libero collaborino con Voce alla Vittima!ONLUS.
Aspettiamo e-mail e telefonate.
Punto dolente è quest’anno il rendiconto finanziario perché abbiamo affrontato e affrontiamo moltissime spese e impegno di lavoro per persone non in grado di provvedere.
Così oltre alla importantissima collaborazione di attività, Voce alla Vittima!ONLUS chiede contributi che, per ragioni di trasparenza, possono essere versati soltanto sul c/c indicato in calce.
Con l’impegno di continuare la battaglia, porgiamo in profonda empatia i più cordiali auguri.
Roma, 7 dicembre 2010
                                                 dott. Fabrizio Marini, segr. gen.
                                                 prof. avv. Michele C. del Re, pres. em

 

Nella relazione non si è fatto riferimento per la speciale riservatezza al problema della tutela dei diritti delle persone che si ritengono soggette a fenomeni anomali, cioè non immediatamente spiegabili con le leggi fisico-matematiche.
L’Istituto di Ricerca della Coscienza, creato e sostenuto da Umberto di Grazia che svolge attività di ricerca e di empatica partecipazione al mondo della coscienza, ha chiesto a Voce alla Vittima!ONLUS valutazioni legali in proposito, e Voce alla Vittima!ONLUS a sua volta richiede all’Istituto di Ricerca della Coscienza, aiuto e assistenza per persone che si rivolgono a Voce alla Vittima!ONLUS per fenomeni straordinari.

 

 

 
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