Home arrow Notizie arrow Ultime arrow Proposte legislative
Proposte legislative PDF Stampa E-mail
mercoledì 04 marzo 2009

Proposte legislative  a  sostegno delle  vittime del reato


Introduzione

Allo stato attuale, l’ordinamento giuridico italiano non ha recepito appieno

la necessità di un sistema organico di norme a tutela della vittima del reato.
La lacunosità e frammentarietà della normativa vigente in materia rende

difficoltoso e incerto il percorso di giustizia intrapreso dalla vittima,

danneggiata sotto il profilo personale, economico, familiare, relazionale.
Alcune disposizioni vanno in questa direzione, anche se non ne colgono

tutti gli aspetti.

Nel diritto penitenziario, l’articolo 47 della legge 354/’75  prevede che nel caso di concessione dell’affidamento in prova al servizio sociale, il Tribunale di Sorveglianza detti prescrizioni in base a cui “ l’affidato si adoperi in quanto possibile in favore della vittima del suo reato”.
Inoltre, l’art. 27 del Nuovo regolamento di esecuzione ( D.P.R. 230 del 2000)  prevede che: “..viene espletata, con il condannato, una riflessione sulle condotte antigiuridiche poste in essere, sulle motivazioni e sulle conseguenze negative delle stesse per l’interessato medesimo, e sulle possibili azioni di riparazione delle conseguenze del reato, incluso il risarcimento dovuto alla persona offesa.”
Tali norme introducono nel diritto penitenziario una prospettiva di giustizia riparativa, affidando agli operatori penitenziari il compito di incoraggiare il detenuto a riflettere sul danno arrecato ad un altro soggetto, ed alla collettività intera.

L’applicazione concreta di tali regole ha dato adito a difficoltà interpretative, sollevando problematiche di diverso ordine.
In primo luogo, è opportuno chiedersi quanto la “rivisitazione critica” del proprio passato,  richiesta al detenuto nel corso della osservazione, coincida con un reale ripensamento critico delle proprie azioni, o sia meramente strumentale all’ottenimento dei benefici penitenziari.
In secondo luogo, occorre tenere presente il punto di vista della persona offesa e rispettarne la libertà di accettare o meno la attività riparatoria, che può essere presentata anche a distanza di anni dal momento della commissione del reato e del termine della vicenda processuale.

Nel sistema processuale penale la vittima del reato e la attività di riparazione nei suoi confronti assumono rilievo in altre due aree: nelle  fattispecie  di competenza del giudice penale di pace, e nel sistema penale minorile.

La funzione del giudice penale di pace, nelle ipotesi in cui il reato sia perseguibile a querela, è quella di promuovere  la conciliazione tra le parti, “ avvalendosi anche della attività di mediazione di centri e strutture pubbliche o private presenti sul territorio” ( art. 29 del  D.Lgs. 274/2000) . Inoltre, nelle ipotesi di minore gravità, il giudice di pace può applicare la sanzione del lavoro di pubblica utilità, su richiesta dell’imputato, che consiste in prestazioni di attività non retribuite nei confronti della collettività.

Nel diritto penale minorile  è prevista la misura della  “messa alla prova” del minore, ( art. 28 del D.P.R. 444/88), in base a cui il giudice può disporre la sospensione del processo, affidando il minore ai servizi minorili. In queste ipotesi, con l’ordinanza di sospensione il giudice può “ impartire prescrizioni dirette a riparare le conseguenze del reato, e promuovere la conciliazione del minorenne con la persona offesa dal reato

Al di fuori di queste ambiti di applicazione,  e della normativa esistente a salvaguardia delle vittime dei più eclatanti fenomeni di criminalità  (dal terrorismo interno ed internazionale, alla malavita organizzata), è però ormai avvertita l’esigenza di pervenire a una normativa completa ed esauriente, che fornisca alla vittima di un reato gli strumenti più efficaci per ottenere una giustizia sostanziale.
Oltre al risarcimento del danno materiale e morale che è stato patito, si fa strada la richiesta di assistenza istituzionale, la necessità di assicurare la riservatezza alla vittima durante e dopo il processo, di garantire le informazioni necessarie circa gli esiti del procedimento e circa le eventuali offerte riparatorie.

In sede legislativa, a conferma dell’interesse suscitato dalla materia, sono stati presentati numerosi disegni di legge.
Nel considerare ciò che è stato proposto durante la XV e XVI legislatura, si possono individuare tre ampie categorie di riferimento:
a) le proposte di legge a tutela delle vittime della criminalità comune;
b) le leggi-quadro per il sostegno, l’assistenza, la tutela della vittima;
c) le proposte di riforma costituzionale(1) .

Le proposte di legge a tutela delle vittime della criminalità comune

Nell’ambito delle proposte di legge a tutela delle vittime della criminalità comune, sono particolarmente  rappresentative delle diverse possibili soluzioni  da adottare le proposte presentate dall’On.le  Mazzoni , dal  Sen. Bulgarelli, e dall’ On.le Cirielli.

La proposta di legge del deputato Mazzoni(2) , “ Disposizioni in favore delle vittime di reati comuni di particolare allarme sociale”, ha la finalità di arginare l’allarme sociale per reati che, nelle parole del proponente, “ pur non avendo un alto valore economico…colpiscono direttamente le persone, con conseguenze spesso tragiche”.
Citando le statistiche annuali del Censis, il proponente rileva come “con riferimento ai reati di cui si teme maggiormente di rimanere vittima.. ..prevalgono le preoccupazioni nei confronti di quegli illeciti che ricorrono più frequentemente e che possono risultare lesivi della propria incolumità personale”.
L’O.le Mazzoni propone di creare, preso il Ministero dell’Interno, un apposito fondo di solidarietà, al quale possano fare ricorso i soggetti che hanno subito ferite, lesioni o invalidità permanenti a causa di reati di particolare allarme sociale, individuati nelle fattispecie di omicidio, percosse, lesioni, mutilazioni degli organi genitali femminili, morte o lesioni come conseguenza di un altro reato.
Al Fondo di solidarietà dovrebbero avere accesso il coniuge, il discendente e gli ascendenti entro il primo grado, i conviventi che risultino tali nei tre anni precedenti il compimento del reato.
Il risarcimento del danno sarebbe subordinato, nella proposta dell’On.le Mazzoni, alla costituzione  di parte civile nel processo penale o nel parallelo processo civile.

Presso il Senato, è stato presentato il disegno di legge del Sen. Bulgarelli, recante, a sua volta, “ Disposizioni in materia di tutela dei soggetti deboli vittime della microcriminalità(3) .  Anche tale proposta normativa si basa sui dati diffusi dal Censis, e sulla consapevolezza del “diffondersi di episodi di criminalità che colpiscono la gente comune e che alimentano un diffuso tessuto di cosiddetta microcriminalità, di cui sono vittima  i cittadini più indifesi ed esposti”.
La proposta di legge si pone come finalità quella di tutelare, mediante interventi di tipo economico e materiale, nonché fornendo un adeguato sostegno morale, tutti quei soggetti deboli che rimangono vittime di reati di microcriminalità, quali furti, scippi, rapine.  Una misura da adottare, a tutela delle categorie particolarmente svantaggiate, è la possibilità di provvedere a domicilio alla denuncia del reato, per il tramite di una agente di P.S. che si rechi presso l’abitazione della vittima, al fine di non gravarla di ulteriori adempimenti burocratici.
La definizione di “soggetto debole” rimane volutamente generica, demandando a una normativa di dettaglio del Ministero dell’Interno la individuazione dei requisiti di appartenenza a tali categorie.

L’On.le Cirielli, insieme a numerosi altri esponenti parlamentari, è il proponente di un ulteriore disegno di legge, che pone il soggetto passivo al centro di un insieme di interventi finalizzati alla sua tutela(4) .
La  relazione che accompagna il disegno di legge parte dal presupposto che la maggioranza degli studi giuridici e degli interventi normativi esistenti siano stati volti ad introdurre “ maggiori benefici penitenziari, a ridurre le pene, ad aumentare le garanzia nel processo penale”, mentre non abbiano “ sprecato alcuna risorsa materiale od intellettuale per sostenere la condizione delle vittime del reato”.
Tenuto conto dei dati relativi all’alto tasso di recidiva esistente, si auspica che non siano i cittadini a “pagare il fallimento della rieducazione, bensì lo Stato”, garantendo, nel concreto, un ristoro economico a chi sia offeso da un reato posto in essere da chi, per scelta dello Stato, sconta la pena in libertà, o non la sconta affatto, e non riesca ad ottenere il risarcimento del danno da pare del reo e del responsabile civile.
Pertanto, mira a introdurre nel codice penale un articolo 187 bis, tramite cui viene posto a carico dello Stato il danno patrimoniale cagionato dal reato, quando il fatto sia stato posto in essere da persona liberata per concessione di amnistia, indulto, grazia, o sia stata ammessa ad una misura alternativa o altro beneficio premiale.
Anche in questo caso, la persona danneggiata deve prima agire infruttuosamente contro il colpevole e le persone civilmente responsabili; inoltre, è previsto un diritto di rivalsa dello Stato nei confronti del colpevole.
Una misura prevista è poi quella del gratuito patrocini a spese dello Stato, senza tenere conto del limite di reddito previsto per i non abbienti.
Infine, stabilisce un “ principio di equità”, in base a cui i proventi delle azioni criminali devono essere utilizzati in via prioritaria rispetto ad altri utilizzi per la applicazione della legge, in modo tale che “ ciò che la criminalità toglie al cittadini, sia a questi restituito”
 
Le iniziative parlamentari per una legge quadro per l’assistenza,il sostegno, e la tutela delle vittime del reato.

Al fine di rendere organica la normativa presente in materia, si è manifestata l’esigenza, recepita da un vasto schieramento parlamentare, di pervenire alla adozione di una “legge-quadro” per la tutela delle vittime del reato.
In tale direzione sono stati presentate diverse proposte di legge, che presentano elementi di carattere comune, anche grazie allo stimolo determinante della Direttiva Comunitaria n. 2001/220/GAI del 15.3.2001, che fissa uno standard minimo di diritti che ciascun paese membro deve garantire alle vittime di reato.
Si  tratta del disegno di legge proposto dal Sen.Vitali ed altri “Legge quadro per l’assistenza, il sostegno, e la tutela delle vittime dei reati”, della parallela proposta di legge del On. Le Boato, e del disegno di legge dell’On.le Tolotti(5) .
A  parere di tutti i proponenti, nonostante la rilevanza assunta dalla vittimologia quale ramo autonomo della disciplina criminalistica, la vittima del reato è stata a lungo trascurata, mentre l’attenzione è stata rivolta principalmente verso la personalità e le problematiche  dell’autore  del reato.
La legge quadro, secondo i proponenti,  deve costituire una vera e propria “tavola dei diritti” delle vittime di tutti i reati,così da tutelare gli interessi della vittima  in modo uniforme  e generale, non limitandosi cioè alla sola fase processuale(6) .
Nella accezione di “vittima”, a fronte della concezione classica della vittima come la “persona offesa dal reato”, titolare del bene giuridico tutelato dalla norma incriminatrice violata, i proponenti hanno  ritenuto opportuno accogliere una nozione più estesa.  Viene pertanto ricompresa ogni persona offesa dal reato e, quando questa sia deceduta a causa del crimine subito, i suoi prossimi congiunti, o chi stabilmente vi conviveva, o chi vi è legato da un vincolo di adozione.
Le finalità che si propongono le diverse proposte di legge quadro sono , sinteticamente, le seguenti.

Una  prima  finalità  è quella di predisporre un sistema  adeguato e qualificato di informazioni che, allo stato attuale, si rileva sia assicurato solo in misura estremamente ridotta alla vittima.  Si richiede pertanto il coinvolgimento di attori istituzionali e privati interessati dal problema, Ministeri ed Enti locali, “in modo da favorire una presa in conto concreta delle esigenze della vittima, e di assicurarle un aiuto efficace nella soluzione delle difficoltà incontrate e delle sofferenze subite”(7) .
 L’intento dei proponenti è quello di parificare i diritti della vittima a quelli della altre parti processuali, rafforzandone  ed ampliadone  le garanzie  soprattutto nella fase iniziale, in cui avviene il contatto tra la vittima e le istituzioni,  e nelle varie fasi del processo penale, con la attribuzione di  poteri di impulso, stimolo, collaborazione e controllo, anche prima e indipendentemente dalla costituzione in giudizio come parte civile.
A tal fine viene demandato a un regolamento di attuazione il compito di verificare la formazione e la professionalità dei soggetti istituzionali abilitati alla attività di informazione ( polizia, autorità giudiziaria e operatori dello sportello), indicando alla vittima i percorsi da seguire, da quelli strettamente connessi all’iter giudiziario a quelli di carattere sanitario e psicologico.

Un secondo obiettivo perseguito dai proponenti è quello di istituire un
 “Fondo di assistenza per le vittime del reato” istituito presso il Ministero di Giustizia, destinato a fare ottenere alle vittime di reato uan riparazione che non possono ottenere per altre vie.  La scelta dei reati che consentono alle vittime di accedere al Fondo è stata limitata ai reati di maggiore allarme sociale, di carattere doloso, contro la persona e l’incolumità pubblica, ancorando la possibilità di accedervi entro limiti estremamente rigorosi ( una sentenza irrevocabile di condanna, un decreto di archiviazione per essere rimasti ignoti gli autori del crimine)  

 Un terzo obiettivo dei proponenti è quello di istituire un organismo tecnico specializzato,  il “Comitato per l’assistenza e il sostegno delle vittime del reato”, da riunire presso il Ministero di Giustizia, con compiti   propulsivi per assicurare la migliore assistenza alle vittime e la prevenzione, conducendo ricerche e inchieste, sviluppando ed estendendo i servizi di assistenza, ed elaborando le soluzioni più opportune al riguardo.  A tal fine si propone la realizzazione di una rete di sportelli su tutto il territorio nazionale, così da realizzare un contatto diretto e immediato con le vittime.

Le iniziative parlamentari per la modifica dell’art.111 della Costituzione nella prospettiva della tutela delle vittime del reato.

A parere di alcuni  esponenti dell’arco parlamentare, presupposto naturale e imprescindibile di ogni riforma a favore della vittima del reato è la modifica dello stesso dettato costituzionale, e in particolare dell’art.111 della Costituzione che , nel delineare i  principi del  “giusto processo”, non fa alcun riferimento al soggetto passivo del reato.
Nel corso della XV legislatura sono state presentate due iniziative parlamentari di revisione costituzionale.
Nel disegno di legge costituzionale Casson ed altri(8) , si evidenzia la lacuna nella disciplina del giusto processo, che si riverbera anche all’interno del processo penale, dove la  vittima trova tutela solo se si costituisce parte civile.
Inoltre, anche all’interno del processo penale, la legislazione vigente non garantisce appieno una tutela della parte civile, che “ appesantisce” l’iter processuale, e viene pertanto percepita come un ostacolo alla rapida definizione del processo.
Al fine di  superare questa lacuna, e di  assicurare il più alto livello di tutela alla vittima del reato, il disegno di legge  si propone di modificare il testo dell’art.111, riconoscendole piena cittadinanza, con la previsione che ad essa vadano applicate tutte le norme dettate a garanzia della persona accusata di un reato.
Viene pertanto proposto di sancire , al sesto comma dell’at.111, che     “ la legge garantisce i diritti e le facoltà delle vittime del reato”.

Contestualmente, è stato presentato alla Camera dei Deputati la proposta di legge costituzionale dell’On.le Boato(9) .  “Modifica dell’art.111 della Costituzione in materia di garanzia dei diritti delle vittime di reato”
Presupposto , nella Relazione, è l’emarginazione della  vittima del reato nei procedimenti speciali che eliminano il dibattimento penale,  con  impossibilità della parte civile di interloquire nei giudizi che prevedono la applicazione della pena su richiesta della parte,nel rito abbreviato, nel giudizio per decreto.
Tale proposta di legge inserisce un nuovo comma, oltre al quinto, che recita :“La Repubblica garantisce i diritti e le facoltà delle vittime del reato”
Sottoposta a un primo vaglio della Commissione Giustizia, la proposta ha suscitato preoccupazione per gli effetti potenzialmente drastici e gravosi per la durata di tutti i processi, tanto che alcuni parlamentari hanno suggerito di modificare l’originale proposta  stabilendo che  : “ i diritti delle vittime sono garantiti nelle forme e nei limiti previsti dalla legge”, con un rinvio, quindi, a parametri legislativi ordinari.

Alessandra Bormioli

Dirigente penitenziario

Vicedirettore C.C. Regina Coeli- Roma

 
1 . Cfr. Giulio Vasaturo “ Le proposte di riforma normativa a sostegno delle vittime di reato”, in Rivista di Criminologia, Vittimologia e sicurezza, Vol I- N.I  - gennaio- aprile 2007, pag 1 e ss.

2 . ( P.di legge Mazzoni, presentata alla Camera dei Deputati il 10/5/2006, A.C. n.632)

3 . D.d.l bulgarelli, presentato al Senato il 31.5.2006, a.s. N.525.

4 . D.d.l. Cirielli, presentato alla Camera il 27.09.2006, A.C. N.1705,e  ripresentato nella attuale legislatura il 28.7.2008 , A.C. n. 202 “ Introduzione dell’art.187 bis del codice penale ed altre disposizioni in materia di risarcimento dei danni da èarte dello Stato in favore delle vittime dei reati”.

5 . Rispettivamente: proposta del Sen.Vitali al Senato della Repubblica il 29.4.2006, AS. n112 ; proposta  di legge Boato  alla Camera dei Deputati il 28.04.2006, AC n.30, proposta di legge Tolotti , 8.5.2006, AC 520.

6 . Così nelle relazione introduttiva della proposta  di legge Boato ,pag.2
7 . Relazione introduttiva della proposta  di legge Boato, pag. 3
 
8 . Disegno di legge costituzionale Casson ed altri, presenato al senato della Repubblica il 4.7.2006.AS 742
9 . Proposta di legge costituzionale Boato ed altri, presentata alla Camera dei deputati il 29.6.2006, AC1242.

 
 
< Prec.   Pros. >
Joomla template by DesignForJoomla.com
DesignForJoomla.com provides free Joomla templates, free and commercial Joomla extensions, Joomla tutorials and SEO tips for the Joomla CMS